SICURGARDA s.n.c., SICUREZZA SUL LAVORO ED IGIENE DEGLI ALIMENTI HACCP
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Domande FAQ Sicurezza sul lavoro

Qual è la legge in vigore in materia di sicurezza sul lavoro?

La legge ad oggi in vigore in materia di sicurezza sul lavoro è il D.Lgs. 81/08, decreto legislativo che va a sostituire la ex 626/94.

 

Chi deve rispettare gli obblighi previsti in materia di sicurezza sul lavoro dal D.Lgs. 81/08?

Tutte le attività pubbliche o private, di qualsiasi entità e genere. (dai negozi o uffici alle aziende di qualsiasi settore). 

 

Sono previsti obblighi per i lavoratori autonomi?

Si anche i lavoratori autonomi hanno degli obblighi da rispettare. 

 

Esistono sanzioni per chi non rispetta gli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/08?

Si, esistono sanzioni amministrative e anche penali. Per visualizzare le sanzioni visita la pagina consulenza sul nostro sito. 

 

Sono un negoziante, senza dipendenti, devo rispettare qualche obbligo in materia di sicurezza sul lavoro?

Si, esistono diversi obblighi da rispettare. Ad esempio nei negozi aperti al pubblico devono sempre esserci uno o più estintori (in base alla grandezza del negozio) e una cassetta di primo soccorso (in questo caso piccola). Si dovrà inoltre avere la dichiarazione di conformità dell'impianto elettrico, e si dovranno effettuare le verifiche di messa a terra. Inoltre si dovranno segnalare gli ostacoli come gradini o sporgenze sui pavimenti, e si dovrà apporre idonea segnaletica (vietato fumare, uscita di emergenza, vietato l'ingresso alle persone non autorizzate ecc...) per la tutela anche della clientela. 

 

Quali sono gli obblighi principali da rispettare per un datore di lavoro?

- Elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi (di TUTTI i rischi presenti in azienda).

- Nominare un RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione).

- Nominare (quando previsto) il Medico Competente.

- Designare i lavoratori incaricati al primo soccorso, all'antincendio e alla gestione delle emergenze, fornendo loro l'attrezzatura utile a poter intervenire.

- Affidare compiti ai lavoratori tenendo conto della loro sicurezza e tutelandone la salute. 

- Fornire ai lavoratori i D.P.I. idonei e verificarne l'utilizzo.

- Formare, informare ed addestrare i propri lavoratori.

- Richiedere l’osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuali messi a loro disposizione.

- Quando necessario far svolgere la visita medica ai propri lavoratori. 

- Consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, l’applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute.

- In caso di lavoro in subappalto fornire ai lavoratori apposito cartellino di riconoscimento. 

- Deve rendere con interventi trutturali il luogo di lavoro sicuro e fornire ai lavoratori macchinari sicuri con le apposite protezioni. 

 

Quali sono i corsi obbligatori da effettuare?

- Corso di formazione dei lavoratori, secondo quanto predisposto dagli accordi stato-regioni del 21/12/2011 (che devono svolgere tutti i lavoratori, i neo assunti devono essere formati entro 60 giorni dalla data dell’assunzione). 
- Corso di formazione per datore di lavoro RSPP. Oppure corso RSPP per lavoratori (modulo A,B,C), oppure nominare un RSPP ESTERNO. 
- Corso per RLS (rappresentante dei lavoratori per la sicurezza) (che deve svolgere un lavoratore eletto). Oppure nominare un R.L.S.T.
- Corso per addetto antincendio e alle emergenze (che devono svolgere uno o più lavoratori in base alla grandezza dell’azienda e al numero di lavoratori). 
- Corso per addetto al primo soccorso (che devono svolgere uno o più lavoratori in base alla grandezza dell’azienda e al numero di lavoratori).

- Corso per l'utilizzo delle attrezzature di lavoro come previsto dagli Accordi Stato-Regioni del 22/02/2012.

- Corso per l'effettuazione di lavorazioni in particolari condizioni, come lavori in quota o lavori in spazi confinati. 

 

Ogni quanto vanno aggiornati i vari corsi della sicurezza?

Il corso formazione lavoratori va aggiornato ogni 5 anni. Il corso per addetti al primo soccorso ogni 3 anni. Il corso per addetti all'antincendio ogni 3 anni, il corso per DDL RSPP ogni 5 anni. Infine il corso RLS ogni anno. 

 

Quando il datore di lavoro può svolgere il ruolo di RSPP?

Il datore di lavoro in alcuni casi può svolgere direttamente il ruolo di RSPP aziendale. In particolare se:

 

  1. La propria Azienda rientra nelle tipologie permesse;
  2. Il numero di lavoratori non supera quanto previsto dalle normative a seconda della tipologia aziendale (vedi tabella).
Tipologia di azienda Numero di lavoratori
Aziende artigiane e industriali  (1) fino a 30
Aziende agricole e zootecniche fino a 30
Aziende della pesca fino a 20
Altre aziende fino a 200
(allegato II del D. Lgs. n. 81/2008) - (1) Escluse le aziende industriali di cui all'art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica. n. 17 maggio1988, n. 175, e successive modifiche, soggette all'obbligo di dichiarazione o notifica ai sensi degli articoli 4 e 6 del decreto stesso, le centrali termoelettriche, gli impianti ed i laboratori nucleari, le aziende estrattive e altre attività minerarie, le aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni, le strutture di ricovero e cura sia pubbliche sia private.

 

Il datore di lavoro, può svolgere i compiti di addetto all'antincendio e addetto al primo soccorso?

Si, il datore in alcuni casi può svolgere il ruolo di addetto all'antincendio e addetto al primo soccorso. Questo può avvenire nelle aziende fino a 5 lavoratori. Infatti la legge prevede che nel caso di aziende fino a 5 lavoratori, il datore di lavoro può “svolgere direttamente i compiti di primo soccorso, nonché di prevenzione degli incendi e di evacuazione, anche in caso di affidamento dell’incarico di responsabile del servizio di prevenzione e protezione a persone interne all’azienda o all’unità produttiva”.

 

Quanti addetti all'antincendio e al primo soccorso devono essere nominati in un'attività?

La legge non è chiara sul numero di addetti che devono essere presenti. Infatti la vera indicazione è che il datore di lavoro deve organizzare nel modo migliore la gestione delle emergenze, ciò implica quindi che in ogni momento debba essere presente sia un addetto all'antincendio sia un addetto al primo soccorso, con le attrezzature utili a poter intervenire in modo efficace (estintori, cassette di primo soccorso, pocket mask). Quindi sempre ed in ogni comparto o squadra di lavoro deve essere presente almeno un addetto antincendio e un addetto al primo soccorso. 

 

Che cosa è la segnaletica della sicurezza? E' obbligatoria?

In relazione alla valutazione dei rischi effettuata negli ambienti di lavoro, il datore di lavoro ha l’obbligo di garantire un’adeguata segnaletica di sicurezza che fornisca indicazioni o prescrizioni riguardanti la sicurezza e la salute dei lavoratori.Secondo l’articolo 162 del Decreto Legislativo 81/08, per segnaletica di sicurezza si intende, appunto, “una segnaletica che, riferita ad un oggetto, ad una attività o ad una situazione determinata, fornisce una indicazione o una prescrizione concernente la sicurezza o la salute sul luogo di lavoro, e che utilizza, a seconda dei casi, un cartello, un colore, un segnale luminoso o acustico, una comunicazione verbale o un segnale gestuale”. La segnaletica di sicurezza è costituita da cartelli, segnali luminosi, segnali acustici, comunicazione verbale e segnali gestuali.

 

Che cosa sono i D.P.I.?

Con la sigla D.P.I. si intendono i dispositivi di protezione individuale. Nello specifico per dispositivi di protezione individuale, DPI, ci si riferisce a tutte quelle attrezzature o strumentazioni destinate a essere indossate o comunque portare appresso dal lavoratore al fine di proteggerlo dai rischi che le mansioni svolte dalla sua attività comportano, concetto del resto molto bene espresso dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro, il D. Lgs. 81/08, che all’art. 74 comma 1, riporta: qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.

 

Quando vanno usati i DPI?

I DPI vanno usati solo se nel luogo di lavoro non sia possibile adottare misure per la salute e sicurezza più robuste ed efficaci nell’abbassare il grado del rischio assegnato alla mansione stessa.

L’adozione dei DPI è quindi subordinata alla preventiva valutazione dei rischi e all’accertata impossibilità di adottare misure congrue, è poi obbligo del datore di lavoro scegliere quelli da lui ritenuti più opportuni e adatti alla tutela e salute dei suoi collaboratori, oltre che per se stesso tramite una corretta valutazione dei rischi. 

 

Chi è il medico competente?
Il medico competente di un’azienda è un laureato in medicina che ha effettuato la specializzazione in medicina del lavoro. Esso viene nominato dall’azienda stessa come medico competente, e tra i suoi compiti principali vi è quello di effettuare le visite mediche ai lavoratori e di collaborare alla stesura del DVR. 

 

Cosa è la sorveglianza sanitaria?

È un controllo sanitario cui vengono sottoposti i lavoratori esposti a particolari tipi di rischio. Consiste in controlli organizzativi e ambientali del medico sul posto di lavoro, in visite mediche, audiometriche, ortopediche, oculistiche ed in analisi cliniche dei liquidi biologici (sangue, urina) eseguite sui lavoratori esposti a particolari pericoli. 

 

Se il medico competente rilascia un giudizio di non idoneità permanente alla mansione, cosa si può fare?
Il datore di lavoro in questo caso deve cambiare la mansione del lavoratore. Se questo non può essere fatto, perché non vi sono altre mansioni o perché il lavoratore non risulta idoneo anche alle altre mansioni aziendali, il lavoratore entro 30 giorni dal giudizio di inidoneità può fare ricorso all’ASL di competenza, la quale dopo aver richiesto le cartelle sanitarie e dopo aver visionato il DVR ed ispezionato il luogo di lavoro, effettua tramite una commissione una visita medica. Se anche la commissione emette il giudizio di non idoneità, il datore di lavoro può licenziare per giusta causa il lavoratore, se invece la commissione dell’ASL rivede il giudizio del medico il lavoratore sarà idoneo (con o senza prescrizioni) e potrà tornare a svolgere la propria mansione. 

 

Cosa succede in caso di infortunio?

Il datore di lavoro comunica l'infortunio all'INAIL e allla questura oppure dove assente al commissariato oppure dove assente al sindaco del comune in cui si è verificato l'infortunio (se questo ha prognosi superiore ai 3 giorni).  
Il medico del pronto soccorso ha l'obbligo di referto all'autorità giudiziaria o ad un UPG (ufficiale di polizia giudiziaria, come un tecnico dell'ASL SPISAL). Se l'infortunio è superiore ai 40 giorni (anche sommati) si potrebbe profilare il reato di lesioni gravi, quindi un reato procedibile d'ufficio, in questo caso il PM avvia un procedimento con indagini da parte degli UPG. .
Se l'infortunio è superiore ai trenta giorni viene comunque avviata un'indagine amministrativa da parte della direzione provinciale del lavoro, in contradditorio con Datore lavoro ed INAIL. 
Per quanto riguarda le sanzioni: se vengono riscontrate violazioni di norme in materia di igiene e sicurezza ci saranno delle prescrizioni e successivamente pagamento di un quarto del massimo. Nel caso però ci fosse il reato di lesioni garvi (infortunio superiore ai 40 giorni) non si potrà usufruire dell'oblazione.

 

Che cosa è l'oblazione?

Il termine oblazione deriva dal latino offrire. Nel diritto penale indica una causa di estinzione del reato consistente nel pagamento volontario di una somma. È importante chiarire che l'oblazione penale è limitata alle contravvenzioni (è prevista dagli articoli 162 e 162bis del codice penale). In principio poteva essere utilizzata solo per le contravvenzioni punite con la pena dell'ammenda mentre con il tempo è stata prevista un’ulteriore ipotesi che riguarda le contravvenzioni punite con la pena alternativa dell'arresto e dell'ammenda.

 

In caso di infortunio, l'ASL cosa richiede?

La Asl chiederebbe immediatamente documentazione relativa all'avvenuta formazione-informazione-addestramento del lavoratore infortunato, la procedura di lavoro e istruzione operativa scritta relativa all'attività oggetto dell'infortunio, e la prova che la stessa sia stata comunicata e spiegata all'infortunato, la copia del documento di valutazione dei rischi aggiornato, l'organigramma aziendale ed eventuali deleghe di funzione, le dichiarazioni di conformità delle attrezzature oggetto dell'infortunio, nonché il manuale d'uso dello stesso, il registro delle manutenzioni, la documentazione sull'uso dei dpi, ecc.

 

Che assistenza ha il lavoratore  in caso di infortunio o malattia professionale?

Esiste un ente pubblico chiamato INAIL, Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, che assiste economicamente e con cure riabilitative i lavoratori dipendenti. 

 

Il datore di lavoro deve obbligatoriamente assicurare i propri dipendenti all'INAIL?

Si. I datori di lavoro sono obbligati a stipulare polizze assicurative contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, tutti i lavoratori dipendenti che rientrano nelle condizioni previste all’art. 1 del D.P.R. 1124/65. Dal 16/03/2000 l’obbligo assicurativo è esteso anche ai collaboratori coordinati e continuativi, ai dirigenti e agli sportivi professionisti. La gestione di queste polizze assicurative è affidata all’INAIL (istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro). L’assicurazione ha la funzione di garantire ai lavoratori dipendenti, in caso di infortunio sul lavoro e di malattia professionale, la necessaria tutela fisica, giuridica, sanitaria ed economica.

 

L’INAIL paga tutti i danni conseguenti alla attività lavorativa? 

No, L’INAIL paga solo nella misura che le norme legislative gli impongono. Inoltre se il lavoratore commette lui stesso una grave inadempienza o non rispetta una regola di sicurezza non si vede risarcire il danno. 

 

Come si deve comportare il lavoratore in caso di infortunio sul lavoro?

In caso di infortunio, anche in itinere, il lavoratore deve immediatamente avvisare o far avvisare, nel caso in cui non potesse, il proprio datore di lavoro. In base alla gravità dell’infortunio, il lavoratore può:
rivolgersi al medico dell’azienda, recarsi o farsi accompagnare al Pronto soccorso nell’ospedale più vicino, oppure rivolgersi al suo medico curante. In ogni caso, occorre spiegare al medico come e dove è avvenuto l’infortunio.
Il medico rilascia un primo certificato in più copie, nel quale sono indicati la diagnosi e il numero dei giorni di inabilità temporanea assoluta al lavoro. Una copia deve essere consegnata subito al proprio datore di lavoro (direttamente o tramite altre persone, familiari, amici), una copia deve essere conservata in originale dal lavoratore. In caso di ricovero, sarà l’ospedale a inviare direttamente la copia dei certificati all’Inail e al datore di lavoro.

 

Come si deve comportare il datore di lavoro in caso di infortunio di un dipendente? 

Innanzi tutto il datore deve garantire la presenza di un adeguato sistema di primo soccorso per dare i primi aiuti all'infortunato e per avvisare correttamente i soccorsi. Successivamente per gli infortuni occorsi alla generalità dei lavoratori dipendenti o assimilati, prognosticati non guaribili entro tre giorni escluso quello dell'evento, il datore di lavoro ha l'obbligo di inoltrare la denuncia/comunicazione di infortunio entro due giorni dalla ricezione del certificato medico (di cui sopra).A decorrere dal 1° luglio 2013 la denuncia/comunicazione di infortunio deve essere trasmessa all’Inail esclusivamente in via telematica. Per gli infortuni prognosticati non guaribili entro tre giorni, escluso quello dell'evento, il datore di lavoro deve inviare una copia della denuncia/comunicazione di infortunio all'Autorità locale di Pubblica Sicurezza (articolo 54 del Testo Unico 1124/1965).

 

Cosa succede se la prognosi si prolunga ulteriormente?

Se la prognosi si prolunga oltre il terzo giorno escluso quello dell'evento, il datore di lavoro deve inoltrare la denuncia/comunicazione entro due giorni dalla ricezione del nuovo certificato medico. In caso di infortunio mortale o con pericolo di morte, deve segnalare l'evento entro ventiquattro ore e con qualunque mezzo che consenta di comprovarne l'invio, fermo restando comunque l'obbligo di inoltro della denuncia/comunicazione nei termini e con le modalità di legge (articolo 53, comma 1 e 2 del Testo Unico 1124/1965).

 

Cosa succede se si ritiene che l’INAIL non risarcisca abbastanza il danno o se si subiscono danni non previsti nelle norme assicurative? 

Occorre rivolgersi al tribunale civile contro l’INAIL e il datore di lavoro a meno che il datore di lavoro non abbia prudentemente acceso una polizza privata integrativa. 

 

Cosa è l’azione di “rivalsa”?

È l’azione giudiziaria con la quale l’INAIL cerca di recuperare dal datore di lavoro i soldi spesi in assistenza al lavoratore. Perché l’azione di rivalsa prevalga, l’INAIL deve dimostrare che l’infortunio o la malattia professionale sono avvenuti per violazione delle norme di legge. Anche a tale scopo è opportuno che il datore di lavoro stipuli una polizza 
assicurativa privata.

 

In caso di infortunio è condannato anche il RSPP? 

Non sempre. Responsabile non significa colpevole. Il responsabile SPP potrà essere chiamato a rispondere in caso di infortunio se lo stesso è avvenuto anche per imperizia, imprudenza e negligenza del RSPP. Comunque nominare un RSPP esterno non toglie responsabilità al datore di lavoro. 

 

Cosa è il DUVRI?

Il DUVRI da non confondere con il DVR, è il Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali. Quando un datore di lavoro commissiona ad un altro datore di lavoro lavori nella propria azienda deve allegare al contratto un documento del rischio che valuti i rischi interferenziali. Tale documento è detto “unico” perché deve comprendere i rischi interferenziali provocati da tutte le attività lavorative che si svolgono in azienda da chiunque esse siano esercitate. 

 

Ogni quanto si aggiorna la valutazione del rischio stress lavoro correlato?

La valutazione del rischio stress lavoro correlato, così come le altre valutazioni specifiche, va assolutamente aggiornata ogni volta che vi è un cambiamento organizzativo, di ciclo produttivo o/e di personale all'interno dell'attività. Inoltre l'aggiornamento di tale valutazione è influenzato dal risultato della valutazione stessa. Un rischio alto, necessita di accorgimenti immediati e di un aggiornamento annuale. Un rischio medio o un rischio basso necessitano di un monitoraggio almeno biennale. 

 

 

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