SICURGARDA s.n.c., SICUREZZA SUL LAVORO ED IGIENE DEGLI ALIMENTI HACCP
SICURGARDA  s.n.c., SICUREZZA SUL LAVORO ED IGIENE DEGLI ALIMENTI HACCP

Dieta nell'ipertensione

SICURGARDA SNC DI FADENTI MATTEO E PARMEGGIANI CARLO propone soluzioni per tutte le persone ipertese, che vogliono migliorare il proprio stato di salute attraverso una alimentazione sana, andando a prevenire le malattie cardiovascolari e i danni da ipertensione. 

 

L'ipertensione è un'alterazione della pressione arteriosa, che risulta essere più alta della media considerata pressione arteriosa "normale". 

L'ipertensione o ipertensione arteriosa, è quindi una condizione clinica in cui la pressione del sangue nelle arterie della circolazione sistemica risulta elevata.Ciò comporta un aumento di lavoro per il cuore. La pressione arteriosa è riassunta da due misure, sistolica e diastolica, che dipendono dal fatto che il muscolo cardiaco si contrae (sistole) e si rilassa (diastole) tra un battito e l'altro. La pressione sanguigna normale a riposo è compresa tra i 100 e i 140 mmHg di sistolica e tra i 60 e i 90 mmHg di diastolica. Viene considerata un'ipertensione se vi è una pressione frequentemente pari o superiore ai 140/90 mmHg.

 

L'ipertensione va trattata poichè aumenta il rischio per il paziente di essere colpito da ictus cerebrale, infarto miocardico, insufficienza renale ed altre malattie.

Fattori di rischio che influenzano la pressione sanguigna

Sono diversi i fattori di rischio che influenzano la pressione sanguinia, questi vanno conosciuti e trattati per evitare che possano portare a condizioni patologiche anche gravi. 

 

Di seguito si elencano i fattori di rischio per l'ipertensione: 

 

OBESITA'

Obesità (soprattutto di tipo viscerale) ed ipertensione sono direttamente correlate: tutti i soggetti in sovrappeso hanno un rischio maggiore di ipertensione. Pertanto, una riduzione di peso migliorerebbe i valori pressori. L’effetto ipotensivo è dovuto alla riduzione del volume ematico circolante e dell’acqua intracellulare.
I soggetti sovrappeso inoltre introducono, insieme a quote caloriche consistenti, quantità maggiori di sodio.

All’obesità sono inoltre correlate insulino-resistenza ed iperinsulinemia (implicate nella genesi dell’ipertensione arteriosa) che possono essere regolate con il calo ponderale e l’attività fisica.

 

ASSUNZIONE DI SALE

Vari studi hanno dimostrato un’associazione diretta tra assunzione di sodio ed ipertensione indipendentemente da altri fattori nutrizionali, tant’è che questa malattia è quasi completamente sconosciuta in quelle popolazioni che consumano 1-2g di sale al giorno come gli Indiani dell’Amazzonia, i Boscimani e gli Eschimesi.
Negli altri paesi del mondo, il consumo di sale e allo stesso tempo la prevalenza dell’ipertensione, sono nettamente superiori.

 

GRASSI

Alcuni studi hanno evidenziato una diretta relazione fra diete ricche di grassi saturi e pressione arteriosa. Si è ottenuta una riduzione dei livelli pressori con diete ipolipidiche, ridotte in acidi grassi saturi. Un'alimentazione ad alto contenuto di acidi grassi della serie omega 3 si associa a bassi valori pressori.

 

MINERALI

L’apporto carente di Potassio sembra aumentare la pressione arteriosa (ipokaliemia). Inoltre una dieta povera di Calcio (<500mg) e/o Magnesio (<200 mg) può indurre un aumento della pressione arteriosa.

 

ALCOLICI

L’alcool ha un effetto ipertensivo. Nel trattamento della pressione arteriosa deve essere ridotto o abolito. Ovviamente maggiore è il livello di alcol etilico, maggiore sarà l'aumento della pressione. 

 

FUMO DI SIGARETTA

Il fumo è un temibilissimo nemico dei vasi sanguigni.
Ogni volta che si aspira una sigaretta, la nicotina viene assorbita
dai polmoni, per poi passare nel sangue circolante fino al cervello.
Le conseguenze sono:
• Aumento dell’aggregazione piastrinica
• Aumento della pressione arteriosa

 

INATTIVITA' FISICA

La sedentarietà è in primo luogo collegata all’aumento di peso e quindi alla possibilità di comparsa di obesità e diabete.
Favorisce l’insorgenza dell’ipertensione e inoltre aumenta il colesterolo “cattivo” (legato alle lipoproteine, LDL).

Alimenti con effetto ipertensivo

Esistono degli alimenti che più di altri hanno il potere di alazare la pressione arteriosa. Ovviamente un paziente iperteso dovrà evitare il più possibile l'assunzione di tali alimenti. Saranno invece alimenti utili a chi soffred i pressione bassa (ipotensione). Eccone alcuni: 

 

LIQUIRIZIA

La glicerizzina (il glicoside zuccherino della liquirizia) ha un'azione
ipertensiva. Tale effetto si esplica a livello epatico e renale, dove
un metabolita dell'acido glicirrizico riduce il metabolismo dei
corticosteroidi attraverso l'inibizione di enzimi. Questo effetto
aumenta l'attività del cortisolo a livello renale, facendo sì che i
reni trattengano acqua e sali (soprattutto sodio e calcio).

Oltre ad un aumento della pressione arteriosa, quindi, l'eccesso di
liquirizia può provocare alterazioni dell'equilibrio idroelettrolitico,
con conseguente diminuzione del potassio sanguigno (ipokaliemia).

Quindi in un soggetto iperteso la liquirizia può provocare
ritenzione idrosalina (edemi), diminuzione della diuresi e -
nei casi più severi – alterazione della contrattilità muscolare
e del ritmo cardiaco.

 

CAFFE'

Il ruolo del caffè e della caffeina nella genesi delle malattie
vascolari e dell’ipertensione è oggetto di controversie.
Uno studio americano (2005) ha dimostrato che la caffeina ha un
effetto ipertensivo di breve durata, cioè alza la pressione ma per
poco tempo dopo aver bevuto una tazzina di caffè.
Uno studio recente (2013) ha dimostrato che lo stress e la
caffeina, a lungo andare, aumentano la pressione arteriosa, i livelli
di cortisolo e di fibrinogeno.

 

ALIMENTI CONTENENTI GRANDI QUANTITA' DI SALE

Ci sono evidenze scientifiche tra l’assunzione di sale e l’aumento della pressione arteriosa. Il meccanismo include un aumento del volume extracellulare ma anche nella resistenza vascolare
periferica, dovuta in parte all’attivazione del simpatico.
In molti paesi l’assunzione di sale è compresa tra 9 e 12 g/die ed è stato dimostrato che ridurne il consumo a 5g/die migliora i valori di pressione arteriosa sia in individui normotesi che in ipertesi.
Bisogna dunque, evitare di aggiungere sale agli alimenti o di consumare alimenti ricchi di sale.

Strategie per migliorare le condizioni di salute: cambiamenti nello stile di vita

Cambiamenti appropriati dello stile di vita sono l’elemento fondamentale della prevenzione dell’ipertensione.

 

Le modifiche da attuare riguardano:


• Restrizione del sale
• Moderazione del consumo di alcol
• Riduzione del peso
• Attività fisica regolare
• Smettere di fumare
• Seguire una dieta elaborata da uno specialista

Esempi di dieta da attuare nell'ipertensione

Le diete maggiormente utilizzate per l’ipertensione sono:
• Dieta mediterranea
• Dieta iposodica
• Dieta DASH (Dietary Approach to Stop Hypertension)

 

Ecco alcune indicazioni sulle diete citate (che comunque vanno prescritte da esperti e non auto-seguite):

 

DIETA MEDITERRANEA

La dieta Mediterranea presenta fattori protettivi nei confronti delle malattie cardiovascolari. A livello generale, comprende il consumo di: 
• Ortaggi
• Prodotti caseari magri
• Fibra alimentare solubile
• Cereali integrali
• Proteine di origine vegetale
• Pochi acidi grassi saturi e colesterolo
• Frutta fresca (anche se con cautela per i pazienti in sovrappeso)
• Pesce almeno 2 volte a settimana

 

DIETA IPOSODICA

Deve essere stabilita tenendo presente le caratteristiche individuali del soggetto iperteso. Le caratteristiche principali sono:


• Una dieta ipocalorica, moderatamente ridotta in Na+ (2 - 4 g di NaCl/ die), ricca di pesce, verdura e frutta, priva di alcolici
• Limitare alimenti ricchi di sodio
• Bere acqua con basso tenore in Na+
• Per insaporire i cibi si possono usare erbe aromatiche e spezie
• Proteine 12-15% delle calorie totali
• Lipidi 30% calorie totali con prevalenza di acidi grassi monoinsaturi
• Carboidrati 55-60% calorie totali di cui non più del 10% semplici

 

DIETA DASH

La dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension) è stata
elencata tra i migliori programmi alimentari dallo U.S. News &
World Report. Sviluppata inizialmente dal National Heart, Lung e
Blood Institute, è nata per aiutare i pazienti che soffrono di ipertensione.È una dieta iposodica completa dal punto di vista nutrizionale.

Le linee guida principali della dieta Dash prevedono:


• un consumo maggiore di frutta e verdura;
• la sostituzione dei prodotti lattiero-caseari grassi con latticini magri;
• la riduzione del consumo di cibi ricchi di grassi saturi, acidi grassi trans e colesterolo cattivo;
• consumare più cereali integrali, frutta secca, pesce e carni bianche;
• mangiare meno carne rossa e dolci;
• aumentare il consumo di cibi ricchi di magnesio, calcio e potassio.

 

Inizialmente il consumo di sale andrà ridotto a 2.400 milligrammi al giorno pari a 2,4 grammi, circa un cucchiaino da tè. Quando l’organismo si è abituato a questo razionamento, è possibile una ulteriore riduzione del consumo di sodio ai 2/3 di un cucchiaino da te, circa 1.500 milligrammi al giorno, pari a 1,5 grammi di sale. Per seguire la dieta DASH bisogna consumare (all'incirca):
• 7-8 porzioni di cereali integrali al giorno;
• 4-5 porzioni di verdura e ortaggi al giorno;
• 4-5 porzioni di frutta al giorno;
• 2-3 porzioni di latticini magri al giorno;
• 2 o 1 porzione di pesce o carne bianca al giorno;
• 4 o 5 porzioni di noci o semi alla settimana;
• meno di 5 porzioni di dolciumi alla settimana.

Alimenti da assumere e non assumere 

Per riassumere e sintetizzare il tutto, indipendentemente dalla dieta seguita, chi soffre di ipertensione dovrà EVITARE i seguenti alimenti: 

• Sale
• Dadi da brodo
• alimenti in scatola
• formaggi stagionati
• Insaccati
• Salumi
• salse commerciali
• Biscotti e prodotti da forno industriali
• Alimenti grassi
• Liquirizia
• Caffè
• Alcol

 

Dovrà invece ASSUMERE: 

• Frutta e verdura
• Pesce
• Carni bianche
• Alimenti integrali ricchi di fibra
• Cereali

• Frutta secca a guscio

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