SICURGARDA s.n.c., SICUREZZA SUL LAVORO ED IGIENE DEGLI ALIMENTI HACCP
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Obesità in età pediatrica

SICURGARDA SNC DI FADENTI MATTEO E PARMEGGIANI CARLO  propone consulenza per bambini che soffrono di sindrome metabolica. L'obesità infantile è un problema da non sottovalutare, e secondo il Ministero della Salute è un problema di rilevanza sociale notevole. 

 

L'obesità infantile nei paesi industrializzati ha infatti raggiunto livelli preoccupanti. Si stima che in Italia vi siano più di un milione di bambini tra i 6 e gli 11 anni con problemi di obesità e sovrappeso. 

In pratica il 22,1% dei bambini italiani è sovrappeso ed il 10,2% è obeso. 

 

La definizione corretta di obesità infantile è la seguente: quota di grasso superiore alla media dei soggetti di pari età e stesso sesso. 

Come si valuta l'obesità in un bambino?

Come già detto l'obesità è la quota di grasso superiore alla media dei soggetti pari età e stesso sesso. Nell'adulto per riscontrare l'obesità si utilizza il BMI o IMC, che si calcola considerando il peso in Kg diviso l'altezza al quadrato espressa in metri. In età pediatrica però non è così semplice, visto che in questi casi non basta considerare peso e altezza (che nel bambino non hanno decorso sovrapponibile, essendo nello sviluppo), ma anche l'accrescimento, la variazione della composizione corporea, lo sviluppo puberale e il gruppo etnico. 

 

Per questo motivo, nel soggetto in età pediatrica, non potendo utilizzare un valore fisso come nell'adulto, si deve calcolare il BMI o IMC e confrontarlo con le tabelle dei centili.

 

Su un piano epidemiologico nei bambini dopo i 24 mesi è indicato l'uso del BMI o IMC riferito ai parametri di Cole (tabella percentili).

 

Per ridurre gli errori di interpretazione e le varie discrepanze relative alla statura (soprattutto sotto i 24 mesi dove si parla di lunghezza) l'OMS ha elaborato le CURVE DI CRESCITA IDEALI che tengono ocnto dell'età e della lunghezza dell'infante.

 

Per essere considerato obeso quindi, un bambino deve avere un BMI o IMC > 95° percentile. 

 

Per avere dei dati veritieri a volte non basta però soffermarsi sul BMI o IMC ma si devono, tramite una visita, valutare i dati tramite plicometria e impedenziometria, fondamentali per capire non solo la massa corporea ma anche la composizione di grasso e muscolo.

 

Diventa importante misurare anche la circonferenza della vita per poter calcolare il rapporto vita/altezza che se superiore a 0,5 determina un rischio di sindrome metabolica.  

Complicanze alla salute dell'obesità infantile

Le complicanze possono essere le seguenti:

 

OSTEOARTICOLARI (piedi piatti, ginocchio vago)

PSICOLOGICHE (l'immagine di sè, gli aspetti sociali del bambino)

DERMATOLOGICHE (dermatiti)

RESPIRATORIE (apnea anche importante)

CARDIOVASCOLARI (soprattutto in proiezione futura, ipertensione, basso livello HDL, alto livello LDL e colesterolo)

EPATICHE (danni al fegato, steatosi epatica)

 

Tali problematiche non sono da sottovalutare non solo per la salute futura del bambino ma anche per quella attuale. Infatti tra i bambini italiani di 6-11 anni le patologie legate all'obesità sono le seguenti:

(n = 3,3 milioni) (dati del 2008):
- 151.000 con iperinsulinemia
- 101.000 con ipercolesterolemia
- 98.000 con ipertensione
- 45.000 con intolleranza al glucosio
- 6.000 con diabete tipo 2

Fattori di rischio

Esistono diversi fattori di rischio da considerare per capire se il bambino potrà andare incontro ad obesità. I fattori sono i seguenti: 

 

BMI o IMC DEI GENITORI: se uno dei due genitori è sovrappeso o obeso il bambino avrà il 40% di probabilità in più di essere obeso, se entrambi i genitori hanno un BMI o IMC che indica uno stato di sovrappeso o obesità, il bambino avrà l'80% in più di probabilità di essere obeso. Questo è dovuto da fattori genetici e fattori ambientali. 

 

PESO ALLA NASCITA: un rapido incremento del peso neonatale favorisce la comparsa di obesità anche pediatrica.
 
ADIPOSITY REBOUND: se l'incremento della massa grassa avviene tra i 4 e i 6 anni (e non prima) aumenta il rischio di obesità. Se ciò avviene è importante avere corrette abitudini alimentari in quella fascia di età per prevenire l'insorgenza di obesità.
 
ALLATTAMENTO E DIVEZZAMENTO: è importante valutare l'alimentazione che la mamma ha seguito durante la gravidanza e soprattutto se il bambino è stato allattatao al seno almeno fino al 7° mese e in che modo è avvenuto il divezzamento. 
 
ABITUDINI ALIMENTARI FAMILIARI: i bambini vanno educati sin da subito a mangiare in modo vario e corretto. Li si deve abituare a prendere confidenza con diversi sapori e ad assumere molta frutta e verdura, evitando i cosìdetti "cibi spazzatura" e le bevande dolci e gassate. Inoltre è importante effettuare i pasti in modo regolare, fare corretta colazione, fare gli spuntini e regolare pranzo e cena. Le abitudini alimentari sbagliate della famiglia (mangiare poca frutta e verdura, mangiare cibi molto grassi, molto salati e fritti, bere bibite gassate e dolci nei pasti al posto dell'acqua) possono sicuramente incidere molto sullo stato di salute del bambino. 
 
ATTIVITA' FISICA: sin da bambini è importantissimo fare attività fisica. Questo per abituare il bambino, ma soprattutto per favorire la crescita sana e corretta del bambino. L'assenza di attività fisica e sport può favorire l'insorgenza di obesità in età pediatrica. 
 
ALTRI FATTORI: sicuramente altri fattori sono: il livello di povertà, i fattori culturali, il tempo passato in sedentarietà (tv, videogiochi), la razza.  

Come risolvere e curare l'obesità infantile?

Sicuramente come in tutte le cose il fattore più importante è la prevenzione. Si deve agire sui fattori di rischio precedentemente riportati. La prevenzione permette di evitare situazioni spiacevoli per il bambino e tutela la salute dello stesso. 

 

Dove la prevenzione è stata però inefficace o addirittura assente si deve porre rimedio. 

 

Sicuramente deve essere chiaro che NON esistono diete miracolose. Non esistono nemmeno diete che vanno bene per tutti. Il bambino e soprattutto la famiglia, devono essere portati ad intraprendere un percorso ben preciso, che parta dall'analisi delle necessità alla elaborazione delle soluzioni da adottare, specifiche per il soggetto. 

 

E' utile innanzi tutto correggere le abitudini alimentari scorrette e stilare un protocollo dietetico condiviso con il paziente. La dieta deve essere precisa e attuabile, ma da sola non basta. Diventa fondamentale inserire anche attività fisica (sport, movimento anche con l'aiuto dei genitori) e agire se necessario anche a livello psicologico. 

 

L'approccio deve essere di tipo educativo. Alcuni consigli: 

 

- SEGUIRE UNA DIETA PERSONALIZZATA: la dieta deve essere elaborata da personale esperto, non deve essere una dieta fai da te. La dieta non deve portare ad una rapida perdita di peso, ma il calo deve essere regolare e sotto controllo. La dieta non deve essere drastica, ma calcolata sul fabbisogno del soggetto. In generale si può consigliare di: consumare quotidianamente verdure e frutta. Ruotare i pasti proteici (importanza dei legumi: almeno 4 volte a settimana). Modificare non tanto quantitativamente l’alimentazione, quanto qualitativamente, rendendola variata e non monotona con alternanza di tutti i principi nutritivi, privilegiando alimenti ricchi in idrati di carbonio, favorendo gli amidi e non gli oligosaccaridi a spese soprattutto dei grassi, con una corretta distribuzione delle calorie nelle 24 h e una rivalutata prima colazione. 

 

- IMPORTANZA DELLA COLAZIONE: la colazione riveste un ruolo fondamentale nella dieta. Per nessuna ragione va saltata la colazione, che deve essere calibrata. (esistono tanti studi sul rapporto tra mancata o scarsa colazione e sovrappeso). 

 

- ALIMENTARSI IN MODO REGOLARE: distribuire la propria alimentazione quotidiana in 3 pasti principali (indispensabile la prima colazione) e 2 spuntini (preferibilmente a base di frutta o yogurt). Calibrare l'apporto energetico e dei nutrienti nei vari pasti. Evitare i pasti veloci e gli spuntini frequenti. Mangiare lentamente e non velocemente. 

 

- TIPO DI ALIMENTAZIONE: mangiare già da bambini tanta frutta e verdura, eliminare i cibi "spazzatura" e ridurre al minimo le bibite gassate. La riduzione delle porzioni e della densità energetica del cibo agiscono in modo additivo e promuovono una rilevante riduzione degli apporti energetici.

 

- FARE ATTIVITA' FISICA: muoversi (passeggiare, andare in bici, nuotare), fare sport (anche più di uno), sia per curare il corpo che per curare e rafforzare la mente.

Diventa utile: 

Ridurre le attività ludiche sedentarie (ad es. TV, videogames) a 1-2 ore al giorno. Adottare quotidianamente un'attività motoria di routine (ad es. andare a piedi a scuola e, quando è possibile, non utilizzare l'automobile). Favorire nell'ambito familiare il gioco attivo. Promuovere attività all'aria aperta nel tempo libero. Stimolare la pratica costante di uno sport gradito.  

 

- PREVENIRE E' MEGLIO CHE CURARE: come in tutte le cose, come già detto, la prevenzione riveste un ruolo ancora più importante della cura. 

 

La soluzione quindi sta nell' affidarsi ad un team di esperti che devono collaborare per raggiungere il risultato stabilito insieme al paziente, poichè non esistono percorsi già stabiliti, ma la soluzione nasce da una sperimentazione effettuata insieme al paziente e alla sua famiglia. 

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